MOBILITÀ DIRIGENTI SCOLASTICI: IL TRIBUNALE DI TERNI RICONOSCE IL DIRITTO ALLA MOBILITA’ SUPERANDO IL VINCOLO TEMPORALE.

IL FATTO:

La ricorrente, dopo aver presentato domanda per il Concorso da Dirigente Scolastico nel 2011 ed essere risultata vincitrice con D.D.G. del 18.12.2014, è stata assegnata, a causa di un’errata valutazione dei propri titoli, nei ruoli della Regione Umbria. Ha dunque proposto ricorso dinanzi al Tribunale Amministrativo della Campania che, con sentenza del 2017, le ha accordato il miglior punteggio. Nonostante questo la Dirigente, assunta presso un Istituto di Terni con decorrenza dal 01/09/2016, ha continuato a prestare servizio nella Provincia umbra fino all’A.S. 2019/2020.

La ricorrente, “referente unica” del padre affetto da disabilità grave ai sensi dell’art. 3 c. 3 della Legge n. 104 del 1992, ha presentato negli anni domanda di trasferimento. Nell’A.S. 2020/21 ha riproposto tale domanda allegando certificazione medica da cui si evincevano le gravi condizioni di salute in cui versava il padre ex art. 33 c. 5 della L. n. 104/1992.

A fronte del diniego da parte dell’Amministrazione la DS, patrocinata dagli Avvocati Francesco Americo e Isetta Barsanti Mauceri, ha presentato ricorso d’urgenza ex art. 700 c.p.c., chiedendo l’accertamento e la dichiarazione del suo diritto ad essere trasferita nei ruoli della Regione Campania presso la sede di lavoro più vicina al domicilio della persona da assistere.

Il Tribunale di Terni, accogliendo la domanda, ha ordinato all’Ufficio Scolastico campano l’immediata assegnazione della ricorrente nei ruoli della Regione.

COMMENTO:

La Legge n. 104 del 1992 è finalizzata incontrovertibilmente a garantire diritti umani fondamentali delle persone affette da disabilità, anche mediante l’eliminazione di tutti quegli ostacoli, materiali e giuridici, che possono limitare il regolare andamento della loro vita di relazione. Una modalità di riduzione dei suddetti ostacoli è proprio posta dall’art. 33 comma 5 della Legge n. 104/1992 che, disponendo il diritto del lavoratore parente della persona disabile di scegliere una sede di lavoro vicina a quest’ultima, garantisce la continuità dell’assistenza.

L’art. 33 citato risulta applicabile anche al personale della Scuola ai sensi dell’art. 601 del d. lgs. n. 297/1994; in particolare “le predette norme comportano la precedenza all’atto della nomina in ruolo, dell’assunzione come non di ruolo e in sede di mobilità”.

Premessa dunque la ratio solidaristica della L. n. 104/92 e della funzione di assistenza della persona in condizioni di handicap da parte del parente, così come affermato più volte dal Giudice delle Leggi (v. Corte Cost. n. 233/2005; n. 158/2007; n. 19/2009; n. 203/2013; n. 213/2016), risulta del tutto evidente che il diritto della persona disabile alla propria cura e tutela abbia rango costituzionale. In virtù di questo il Tribunale di Terni ha smontato l’argomentazione dell’Amministrazione convenuta rispetto all’evidenziata necessità di conferire priorità alle domande di mobilità presentate da lavoratori in possesso di almeno 3 anni di anzianità di servizio. Il Giudice, dott.ssa Francorsi, ha infatti chiarito che la Legge 104 non può “essere derogata da un bando di gara redatto dall’Amministrazione, che è evidentemente fonte sub primaria”; i vincoli di permanenza per i neo-assunti si riferiscono alla mobilità c.d. volontaria e non sicuramente a quella fondata sulle necessità assistenziali di cui alla L. n. 104/92. D’altronde lo stesso art. 33 della Legge pone un limite al conferimento della priorità: il lavoratore ha diritto di scegliere la sede di lavoro più vicina al domicilio della persona da assistere, “ove possibile”. È ad oggi pacifico che il diritto summenzionato, attribuito dalla Legge, possa essere esercitato solo quando non leda consistentemente le esigenze economiche ed organizzative dell’Amministrazione.

Nel caso di specie, parte ricorrente aveva provato documentalmente non solo la sussistenza di almeno 4 posti disponibili nella regione Campania, ma anche l’inesistenza in capo ad alcuni Dirigenti Scolastici, che avevano ottenuto la mobilità, di disabilità personali o di situazioni familiari che avrebbero potuto giustificare la preferenza rispetto alla ricorrente stessa.

Per tutti questi motivi il Tribunale di Terni, nella persona del Giudice Francorsi Michela, apprezzata la norma quale disposizione attuativa dei principi di solidarietà previsti dalla Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità e quindi di rango costituzionale,  e attesa la non derogabilità della stessa dalla disciplina derivante dalla Contrattazione Collettiva, ha accolto il ricorso ordinando al Ministero dell’Istruzione di procedere all’assegnazione della ricorrente nei ruoli della Dirigenza Scolastica della Regione Campania.  

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