Mobilità dirigenti scolastici: il Tribunale di Foggia riconosce il diritto alla mobilità.

IL FATTO:

Il ricorrente, Dirigente Scolastico di ruolo, proponeva istanza di mobilità interregionale per essere trasferito dalla Regione Puglia alla Regione Campania, indicando il possesso dei requisiti di cui all’art. 33 c. 5 della Legge 104/1992 in quanto unico referente per l’assistenza del padre, portatore di handicap grave.

Con provvedimento dell’U.S.R. Puglia, il ricorrente otteneva il nulla osta alla mobilità verso la Regione Campania “in considerazione delle motivazioni addotte dall’interessato”.

Nonostante la concessione del nulla osta da parte dell’Ufficio Scolastico pugliese ed in carenza di motivi ostativi al collocamento del ricorrente presso una delle oltre 80 sedi vacanti e disponibili per il ruolo di Dirigente Scolastico in Campania, la domanda di mobilità interregionale veniva rifiutata dall’Ufficio Scolastico di destinazione.

Presentava dunque ricorso d’urgenza ex art. 700 c.p.c., patrocinato dall’Avv. Francesco Americo, chiedendo l’accertamento e la dichiarazione del suo diritto ad essere trasferito nei ruoli della Regione Campania presso la sede di lavoro più vicina al domicilio della persona da assistere.

Il Tribunale di Foggia, in funzione di Giudice del Lavoro, sussistendo tanto i requisiti del fumus boni iuris che del periculum in mora ed accertata la possibilità di assegnare il ricorrente ad una sede vacante e disponibile vicina alla residenza del padre, ha accolto il ricorso e ordinato al MIUR di procedere all’immissione del ricorrente nei ruoli della Regione Campania.

COMMENTO:

Ai sensi dell’art. 33 comma 5 della Legge n. 104/1992, “il lavoratore di cui al comma 3 (ossia il lavoratore dipendente, pubblico o privato, che assista una persona con handicap in situazione di gravità, coniuge, parente o affine entro il secondo grado (…), ha diritto a scegliere, ove possibile, la sede di lavoro più vicina al domicilio della persona da assistere e non può essere trasferito senza il suo consenso in altra sede”. 

La norma risulta applicabile anche al personale della Scuola ai sensi dell’art. 601 del d. lgs. n. 297/1994; in particolare “le predette norme comportano la precedenza all’atto della nomina in ruolo, dell’assunzione come non di ruolo e in sede di mobilità”.

Tanto ciò premesso, giova ricordare non solo la ratio solidaristica della L. n. 104/92 in generale e della funzione di assistenza della persona in condizioni di handicap da parte del parente (v. Corte Cost. n. 233/2005; n. 158/2007; n. 19/2009; n. 203/2013; n. 213/2016), ma anche la circostanza che, essendo l’art. 33 della citata Legge posto a tutela di interessi costituzionalmente rilevanti, questa debba essere considerata quale Lex Specialis e dunque prevalente sulle norme che prevedono vincoli di permanenza ed inamovibilità pluriennale dei dipendenti (Trib. Milano, sent. 1188/2018).

Nel caso di specie, parte ricorrente aveva ottenuto dalla Regione Puglia dichiarazione attestante l’inesistenza di impedimenti alla mobilità e dunque la constatazione da parte dell’Ufficio Scolastico di provenienza che esistesse un assoluto motivo per l’accoglimento dell’istanza, quale l’assistenza del genitore invalido.

A ciò si aggiunga che il ricorrente aveva provato documentalmente sia l’esistenza di numerosi sedi ancora vacanti e disponibili in Campania, che l’irregolarità del modus operandi dell’Amministrazione campana nella parte in cui aveva riconosciuto la mobilità a soggetti non in possesso dei requisiti di priorità derivanti dalla Legge n. 104/92.  Depositava poi certificati medici che dimostravano l’aggravamento delle condizioni del padre.

Tali circostanze sono servite al Tribunale di Foggia per statuire in primo luogo l’inesistenza di pregiudizi per l’organizzazione della Dirigenza Scolastica in Campania ed in secondo luogo il danno all’effettiva assistenza del disabile che deriva dalla distanza tra il domicilio del padre e la sede di lavoro del ricorrente.

Per questi motivi il giudice Vitarelli Angela, verificata l’illegittimità della pretermissione del ricorrente, ha accolto il ricorso ex art. 700 c.p.c., ordinando al Ministero dell’Istruzione di procedere all’immissione del ricorrente nei ruoli della Dirigenza Scolastica della Regione Campania.  

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