Dirigenti Scolastici: il Tribunale di Alessandria riconosce il diritto alla mobilità ai sensi della legge 104/1992

NOTA A SENTENZA

Trib. Alessandria, sent. n. 120/2020 – giud. del lavoro Ardoino Valeria – Iaquinta Maria Luisa (Avv. Francesco Americo) c. Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca

DIRITTO ALL’ASSEGNAZIONE DELLA SEDE DI LAVORO VICINA AL FAMILIARE DISABILE PER ASSISTENZA AI SENSI DELLA LEGGE 104/1992

IL FATTO:

La ricorrente, già docente di ruolo presso una scuola in provincia di Viterbo, partecipava al concorso bandito dal MIUR nel 2017 per il reclutamento di Dirigenti Scolastici, vincendolo e collocandosi al posto 1905 della graduatoria generale.

La stessa indicava quale prima preferenza la Regione Lazio, in quanto usufruiva dei benefici concessi dalla legge 104/1992, prestando assistenza continuativa al padre affetto da disabilità grave ex art. 3 c. 3 della citata legge.

Nonostante tale indicazione e in carenza di motivi ostativi al collocamento della ricorrente presso una delle oltre 106 sedi vacanti e disponibili nel Lazio, la stessa veniva assegnata alla Regione Piemonte, ultima preferenza inserita.

Presentava dunque ricorso d’urgenza ex art. 700 c.p.c., patrocinata dall’Avv. Francesco Americo chiedendo l’accertamento e la dichiarazione del suo diritto ad essere assegnata nei ruoli della Dirigenza Scolastica della Regione Lazio, presso un istituto più vicino al domicilio del padre da assistere.

Il Tribunale di Alessandria, in funzione di Giudice del Lavoro, accertata la possibilità di assegnare la ricorrente ad una sede vacante e disponibile vicina alla residenza del padre, ha accolto il ricorso e ordinato al MIUR l’assegnazione nei ruoli della Regione Lazio, salva la precedenza di altri soggetti titolari della medesima precedenza e con punteggio maggiore.

COMMENTO:

La legge n. 104/1992 enuncia norme di fondamentale importanza, prevedendo una serie di misure volte ovviamente a tutelare e promuovere i diritti, l’integrazione sociale e lavorativa delle persone affette da disabilità, ma anche dei familiari che se ne prendono cura: permessi retribuiti, congedo straordinario e il diritto di scegliere la sede di lavoro più vicina al domicilio della persona da assistere.

Sul ruolo fondamentale della famiglia nella cura e nell’assistenza delle persone disabili si era espressa più volte la Corte Costituzionale (Corte Cost. n. 233/2005; n. 158/2007; n. 19/2009; n. 203/2013; n. 213/2016), ricordando che l’art. 33, c. 5, della L. n. 104/1992 disciplina “uno strumento indiretto di tutela in favore delle persone in condizioni di handicap, attraverso l’agevolazione del familiare lavoratore nella scelta della sede ove svolgere l’attività affinché quest’ultima risulti il più possibile compatibile con la funzione solidaristica di assistenza”, fermo restando il necessario bilanciamento con altri diritti e interessi del datore di lavoro.

Nel caso di specie, parte ricorrente aveva provato documentalmente l’esistenza di numerosi sedi ancora vacanti e disponibili nel Lazio.

Nonostante le previsioni di una legge che ha cambiato il modo stesso di vedere e di trattare la disabilità, favorendo il più ampio supporto ed integrazione anche nel contesto familiare, il bando di concorso finalizzato al reclutamento di Dirigenti Scolastici non ha voluto accordare alcuna precedenza nell’assegnazione ai vincitori che godono dei benefici ex L. 104.

Il Tribunale di Alessandria, nella persona del giudice Ardoino Valeria, ha dunque statuito la nullità dell’art. 15 del suddetto bando di concorso nella parte in cui “nega la precedenza assoluta nell’assegnazione ai ruoli regionali ai dirigenti scolastici che godano dei benefici di cui alla legge n. 104/1992”, alla luce della natura imperativa della legge n. 104 e del d. lgs. 297/1994, riconoscendo alla lavoratrice il diritto ad essere assegnata nei ruoli della Regione Lazio.

(dott.ssa Serenella Masotti)

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